domenica 29 novembre 2009

Uzbekistan: difensori dei diritti umani torturati



Azam Farmonov, 30 anni, e Alisher Karamatov, di 41, sono prigionieri di coscienza, arrestati il 29 aprile 2006 a causa del loro lavoro in difesa dei diritti degli agricoltori, che accusano alcuni ufficiali distrettuali per l'agricoltura di malcostume, estorsione e corruzione.
I due uomini, membri della Società uzbeca per i diritti umani, sono stati presumibilmente vittime di tortura e hanno subito un processo iniquo con l'accusa di estorsione, durante il quale è stata negata loro un'adeguata rappresentanza legale.
Sono ancora in carcere e a rischio tortura.Hanno dichiarato che dopo aver cominciato le indagini sulle accuse degli agricoltori ed aver presentato agli ufficiali locali le loro scoperte, alcuni degli agricoltori sono stati intimiditi, anche con violenze fisiche, affinché ritirassero le loro accuse contro gli ufficiali e al contrario accusassero i difensori dei diritti umani di fare pressione su di loro per coinvolgere gli ufficiali locali per negligenza.
Nessun avviso preliminare è stato dato dell'inizio del processo di giugno 2006 e al loro rappresentante legale è stato dato un preavviso di solo quattro giorni per preparare la difesa. La richiesta di più tempo per esaminare meglio il materiale del caso è stata respinta e i due uomini sono stati condannati a nove anni di prigione secondo l'articolo 165 del codice penale uzbeco.

Quando Azam Farmonov e Alisher Karamatov sono stati arrestati nel 2006 sono stati trasferiti nel centro di custodia cautelare nella città di Khavast. Sono rimasti in incommunicado per almeno una settimana e si presume siano stati picchiati e torturati durante questo periodo, tra l'atro costretti a indossare una maschera a gas con il respiratore chiuso. Si presume, inoltre, che siano stati picchiati alle gambe con manganelli, per costringerli a firmare una deposizione.
Di recente ci sono state serie preoccupazioni per le condizioni di salute di Alisher Karamatov, che è stato curato per tubercolosi a Sangorodok, una prigione con strutture sanitarie vicino a Tashkent, a partire da ottobre 2008. È stato sottoposto a torture, picchiato e umiliato dalle guardie carcerarie fin dal 2007, mentre era in custodia nella prigione di Karshi, dove ha perso metà del suo peso. Azam Farmonov continua a essere detenuto nella prigione di Yaslik.


sabato 28 novembre 2009

Tagikistan: rimuovere le barriere che ostacolano l'istruzione delle ragazze



In Tagikistan la violenza domestica è molto diffusa: le donne vengono spesso sottoposte a violenza fisica, psicologica o sessuale da parte del marito o dei parenti. Dopo il matrimonio, la maggior parte delle donne è economicamente dipendente dalla famiglia del marito e spesso sottoposta a violenza da parte degli altri familiari. Dopo la disgregazione dell'Unione Sovietica, le strutture familiari tradizionali sono state rinforzate con ulteriori discriminazioni sulle donne che non fanno altro che sminuire la loro identità in quanto mogli e madri, spingendole nel settore meno pagato del mercato del lavoro. Questi atteggiamenti discriminatori si riflettono nell'accettazione e giustificazione di pratiche che violano i diritti delle donne, come i matrimoni poligami non registrati. Particolarmente preoccupante è l'abbandono prematuro delle ragazze del sistema scolastico che ostacola il godimento dei loro diritti.

In Tagikistan, una ragazza su cinque abbandona la scuola dopo aver terminato l'educazione primaria (10 anni), sebbene la scuola sia obbligatoria fino al nono grado (17 anni). Nonostante l'uguaglianza di genere sia garantita dalla legge, gli stereotipi di genere e i costi da sostenere per mandare un bambino a scuola fanno sì che i genitori considerino secondaria l'istruzione delle bambine. Le ragazze sanno sempre di dover fare lavori domestici e agricoli, anche se si sposano presto.
Lo stato non riesce a garantire alle ragazze un'istruzione adeguata, rendendole estremamente vulnerabili allo sfruttamento, ai matrimoni forzati, precoci e poligami e alle violenze domestiche. L'istruzione rafforza le donne dando loro la possibilità di non dover accettare un ruolo domestico subordinato, aiutandole così a evitare e a sfuggire le situazioni di violenza.

venerdì 27 novembre 2009

Ciad: ancora violenza per le donne in fuga dal Darfur




Le donne che vivono in povertà subiscono diverse forme di discriminazione e violenza: i loro diritti vengono negati sia in quanto donne sia perché appartengono a un gruppo povero e marginalizzato. Il circolo vizioso di povertà e violenza in cui vivono si aggrava in situazioni di conflitto, quando le donne vengono private di ogni bene e sono costrette a scappare dalle loro terre, come nel caso del Darfur.

Costrette a vivere in campi profughi o per sfollati, donne e ragazze sono ulteriormente esposte a violenze e abusi sessuali, come accade nel Ciad orientale. Questa regione, che confina col Darfur, continua a essere devastata dal conflitto e a ospitare 260.000 rifugiati sudanesi, di cui oltre la metà sono donne, e 180.000 sfollati interni. I rifugiati fuggiti dal conflitto in Darfur attualmente vivono in 12 diversi campi profughi.

Il dispiegamento delle Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana e in Ciad (Minurcat) e dell'Unità integrata di sicurezza (Dis) ha ridotto i livelli di violenza nell'area. Tuttavia, i rifugiati subiscono ancora innumerevoli violazioni dei diritti umani: soprattutto le donne e le ragazze, sono spesso vittime di stupro e di altre forme di violenza.

Le donne e le ragazze sono costrette ad avventurarsi fuori dai campi profughi per raccogliere la legna, cercare l'acqua, procurare cibo per il bestiame, coltivare piccoli orti, andare nei mercati dei villaggi. Una volta fuori dai campi, vengono minacciate, maltrattate, attaccate, stuprate o sono vittime di altre forme di violenza sessuale.

Ma anche all'interno del campo, donne e ragazze possono subire violenza per mano di altri rifugiati, a volte di familiari e, in rari casi, di membri delle organizzazioni umanitarie.I responsabili di queste violazioni dei diritti umani raramente vengono condotti dinanzi alla giustizia. Esiste in Ciad una cultura dell'impunità profondamente radicata e gli uomini che violentano o abusano sessualmente di donne e ragazze raramente sono assicurati alla giustizia.

Il governo del Ciad ha la responsabilità di perseguire i responsabili dei crimini commessi nel campi profughi e per rifugiati. Il Dis ha, tra gli altri, lo specifico mandato di indagare sui crimini e casi di violazioni dei diritti umani commessi contro i rifugiati e sfollati. Tuttavia il personale del Dis non ha la formazione adeguata e manca di risorse. In pochi hanno ricevuto una formazione specialistica; inoltre non hanno intrapreso alcuna effettiva campagna per sensibilizzare sul tema dell'illegalità e degli effetti sulle vittime o altre forme di violenza. Infine, non hanno indagato efficacemente sulle denunce di stupro e di altre forme di violenza.

Tutto questo si aggiunge alla mancata creazione, da parte del governo, di un sistema di giustizia penale efficace nel Ciad orientale con la conseguenza che, nelle comunità, si ricorre a meccanismi di risoluzione informale delle controversie con una complessiva impunità per i responsabili di stupro e di altre forme di violenza.


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lunedì 23 novembre 2009

IL PREZZO DEL CERVELLO





In ospedale si trova un paziente gravemente malato. I familiari si riuniscono nella sala d'attesa e, alla fine entra un medico, stanco e desolato:"Mi dispiace d'essere portatore di brutte notizie", disse guardando le facce preoccupate, "l'unica speranza per il Vostro familiare e' un trapianto di cervello. E' qualcosa di sperimentale, e' rischioso ed anche economicamente del tutto a Vostre spese."
I familiari restano seduti, ascoltando le gravi notizie.
Alla fine, uno domanda:"Per informazione, quanto costa un cervello?"
"Dipende" risponde il medico, "5.000 euro un cervello di uomo;200 euro uno di donna".
Un lungo momento di silenzio invade la stanza, mentre gli uomini presenti cercano di non ridere ed evitano di guardare le donne negli occhi, anche se qualcuno accenna un sorriso . . . . ...
Infine, la curiosita' fa domandare ad uno di loro:"Dottore, a che si deve la differenza di prezzo?"
Il medico, sorridendo ad una domanda cosi' innocente, risponde:
"Quelli femminili costano meno perche' sono gli unici ad essere stati usati, gli altri sono come nuovi!"

Un saluto a tutti gli uomini che hanno sorriso a meta' del racconto.Un abbraccio a tutte le donne che hanno sorriso alla fine.



Ti sei già chiesto come funziona il cervello di una Donna ??? Ecco ... é spiegato qui sotto grazie ad un semplice schema, facile da capire :
Ogni piccola palla blu corrisponde ad un pensiero, una decisione da prendere, una cosa da fare, un problema da risolvere ...
L' uomo ha solamente due palle ma occupano tutti i suoi pensieri ...

domenica 22 novembre 2009

La mia prima volta




Per la prima volta ieri sono andata allo stadio, non per vedere una partita di calcio, ovviamento, quella sotto specie di sport giusto buono per far fare riscaldamento alle ballerine, ma per una partita di rugby: Italia-Sud Africa.









un sano e verace sport virile e rispettoso (dell'avversario e del pubblico)








da subito si capisce che l'atmosfera è e sarà ottima.






si vedono gruppi misti du supporter italiani e sud africani in allegria e un mucchio di bambini.









nello stadio il nostro gruppetto di sud africani, che non cercano di passare inosservati con quelle belle parrucche verde, si trovano IN MEZZO ai supporter italiani, e ognuno esulta al momento di gloria della propria squadra, senza paura di rappresaglie.










prima della partita abbiamo un assaggio del rugby dei bambini, aggueriti come non pocchi, un mini torneo che vede affrontarsi le squadre di Udine, Gorizia, Trieste e Pordenone.






poi arrivano loro SIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!! e la gara inizia. Certo che la mancanza di un telecronista si fa sentire, pure il freddo e l'umidità. ma il momento è gioioso e amichevole.



video



va beh perdiamo sul campo, ma sugli spalti il tifo è stato molto sentito, dal momento dell'inno (ma sono così stonata che si girano a guardarmi?) all'aola ai vari cori calorosi.








Sono proprio contenta, anche se guardare la partita a casa è più comoda e comprensibile (la prossima volta, al massimo, mi porto un commentatore carino per spiegarmi che cosa succede)








qualcuno mi sa dire che cosa è scritto sul cartello? da vincere: la mia gratitudine...!




E questi siamo il sig. P ed io (con cappellino sciocchino)